Ottantanove piani

0082(foto di Andrea Ondetti)

Ottantanove piani non fanno un concerto,
ma una tragedia silenziosa.
.
In tre salgono controsenso verso
una manciata di condannati, la porta bloccata. Un buco
un pugno passa il muro, due visi
appoggiati a una parete
si ascoltano respirare. L’ultimo del piano
racconta, l’incendio infuria contro il cielo, e loro
.
trecento metri per raggiungere terra, duemila scalini
lenti e calmi contro il terrore. Quanti pensieri
silenziosi, prepotenti tra un passo e l’altro, lacrime implose,
fuori cenere, brandelli e corpi
varcavano l’aria, scomposti tetri fuochi d’artificio,
causa del silenzio più abbagliante. Il terrore,
mi hanno raccontato, è bianco.

(Anna Mosca)

13 pensieri su “Ottantanove piani

  1. traspare senza dubbio l’ansia, l’angoscia e la frenesia di dover scappare da un edificio in fiamme, subentra il panico e il ritmo cardiaco aumenta sia nella narrazione che nella rappresentazione di essa! Bravo Andrea:)

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