La Memoria

0036

(foto di Anna Facchinetti)

Immagini sfuocate, l’occhio
saturo di lacrime

io non riesco da qui a vederle
o leggerti là
in loco, sarei un disastro.

Un urlo lacerante che parte già da ora
sì, l’assenza fa più paura
perché evoca

è nostra abitudine censurare le brutture.

L’impronta duratura dei corpi
quegli spazi vuoti,
quelle scarpe

tutti quei passi
mai fatti

ammucchiate
spoglie.

Dove c’era l’aeroporto di guerra
ad Arcore, davanti alla Gilera
ora c’è un campo di ulivi
in Brianza

sono contorti, tesi, forti
sofferenti sembra
bevono dal sottosuolo
saturo di caduti.

Sospende-
spinge la nota

sembrano dei silenzi
calmano la mente.

(Anna Mosca)